Il resoconto di oggi ci è stato regalato da Guido.
Venerdì 13 Maggio 2016.
Conduco il gruppo composto da una ventina di rudi motociclisti del KOG lungo le caratteristiche strade litoranee della Normandia. Percorriamo l’itinerario che collega inevitabilmente tutti i luoghi iconici del tragico sbarco del 1945 con una giornata fredda ma splendente di un sole invernale. La giornata è perfetta per il nostro programma che prevede anche la visita al Cimitero Americano a Colleville sur Mer.
Quasi fossimo una squadriglia motorizzata, comunico per radio il segnale che una parte di noi aveva concordato. Così, a qualche centinaia di metri di distanza dal sito da visitare, informo il gruppo di avere problemi alla moto e di aver bisogno di una sosta per una verifica.
Raggiungiamo a bordo strada uno slargo in mezzo agli alberi che conosciamo bene.
Due anni prima era stato il luogo prescelto per il piano che si stava attuando. Lì si ferma il gruppo, si parcheggiano le moto e mentre assieme ad alcuni compagni faccio finta di controllare quali problemi avesse la mia moto, altri raggiungono il boschetto limitrofo armati di piccole pale da scavo e un altro di noi accende un iPad e chiede al nostro grande amico Max di guardare il video appena avviato. Un momento che ancora adesso, mentre lo descrivo, mi fa venire i brividi. Una ventina di rudi motociclisti si trasformano in gentili donzelle singhiozzanti osservando il nostro grande amico Max, di nuovo in moto con noi, con le lacrime agli occhi per l’emozione di quel filmato girato due anni prima a sancire la promessa che prima o poi sarebbe stato lì, insieme a noi, a bersi la bottiglia di Calvados seppellita.
La bottiglia non l’abbiamo ritrovata, ma quanto abbiamo pianto dalla felicità….
Questo raduno resterà per sempre negli annali perché identifica esattamente cosa sia il KOG.











